Ease Adoption of SD-WAN – Intel Chip Chat Network Insights – Episode 203

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Intel Chip Chat – Network Insights Music podcast with Allyson Klein: Mory Lin, Director, Embedded System Product, Supermicro joins Intel Chip Chat Network Insights to announce Supermicro’s Confirmed Intel Select Solutions for uCPE – ADVA Ensemble Connector. Find out how this new option will help end users simplify design choices by bundling hardware and software pieces together while making high performance easier than before. The Supermicro SuperServer 5019D-FN8TP, E300-9D-8CN8TP, and also E300-9D are verified Intel Select Solutions for uCPE and supports the ease of adoption of SD-WAN via overlay architecture that enables users to centrally manage WAN infrastructure through a single port. Learn about the major challenges in the marketplace today.
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Italiani e Social Media, più del 30% degli utenti guarda le Stories

A distanza di un anno la situazione risulta mutata: la percezione di utilità è cresciuta each tutti e tre I canali analizzati (+19 percento each Facebook, +7 percento each Instagram e +10 percento each YouTube) a dimostrazione che una targhettizzazione sempre più mirata risulta molto utile.

italiani social media 2019 funzione
italiani social media 2019 funzionali

Quindi, dagli interessanti dati che emergono da questa ricerca viene fuori, soprattutto dagli ultimi relativi alle stories, che stiamo andando verso una direzione che ci porta sempre di più ad un contenuto istantaneo, sempre aggiornato e coinvolgente.
Anche quest’anno è stato chiesto agli intervistati di nominare una persona divenuta famosa grazie ai social e di cui sono follower. Non sorprende che I più citati siano I protagonisti del matrimonio più societal dell’anno: I Ferragnez, ovvero la coppia composta da Chiara Ferragni e Fedez. La fondatrice del blog The Blonde Salad stacca di parecchio il marito rapper che si posiziona secondo. Dopo di loro il calciatore della Juventus, Cristiano Ronaldo che strappa weekly un soffio la Measure 3 a Clio Zammatteo (la famosa ClioMakeUp).

Come già visto negli anni scorsi e come già avuto modo di osservare nel corso di altra analisi, la principale ragione che spinge gli italiani a utilizzare I social websites è leggere I contenuti altrui: il 43% degli intervistati, infatti, dichiara di servirsi dei social unicamente per questo motivo, mentre il 12% li utilizza con il solo scopo di scrivere post originali. A sorprendere è la percentuale relativa alla fascia d’età: il 69 percent di coloro che si limitano a utilizzare I social per leggere contenuti scritti da altri rientra nella fascia di età 15-24 anni, ovvero la Generazione Z. Nello specifico Facebook, il più citato dagli intervistati, viene utilizzato prevalentemente per informarsi, condividere momenti e leggere o guardare recensioni; YouTube risulta essere il canale preferenziale per svago e per trovare stimoli e idee; mentre Instagram si conferma anche quest’anno il più amato each seguire le actors .
Nel 2018 Blogmeter ha introdotto nella questionnaire un capitolo interamente dedicato all’marketing sui societal , al fine di determinare quanto risulti utile o disturbante per gli utenti. Lo situation dello scorso anno evidenziava quanto la pubblicità su YouTube risultasse interruttiva each il 75 percento degli intervistati, mentre neutra su Facebook e Instagram (rispettivamente per il 33 percento e il 34 percento).
La novità della edizione 2019 di “Italiani e Social Media” è l’introduzione della sezione dedicata a stories su Facebook e Instagram. Dalla ricerca emerge che il 32 percento degli italiani preferisce guardare tales anziché leggere un post, percentuale ancora più alta nella fascia 15-24 anni, raggiungendo il 52 percento. Quando si parla di tales non si può fare non fare riferimento agli influencer, grandi utilizzatori di questa forma di contenuto effimero. Gli intervistati dichiarano di seguire le personalità social perché parlano di argomenti di loro interesse e perché sono simpatici e spontanei.

Come abbiamo avuto già modo di vedere lo scorso anno, la ricerca distingue tra societal di cittadinanza e societal funzionali. Quelli di cittadinanza sono i più usati dagli utenti italiani più volte a settimana e che contribuiscono a definire le nostre identità di relazione. Sono quelli che hanno include principale Facebook seguito da YouTube e Instagram. Pinterest oltre a confermare I propri fashion di crescita in termini di diffusione si caratterizza sempre più come social di cittadinanza. Non solo I societal propriamente detti, ma anche I servizi di messaggistica include WhatsApp, Messenger e Telegram rientrano in questa categoria, in quanto vengono utilizzati più volte al giorno dagli utenti.

Italiani e le Stories

Certo, i giovani leggono meno, attratti da una forma di contenuto sempre più effimera, questo è l’elemento su cui si dovrebbe aprire una riflessione più approfondita.
Sempre molto interessante la ricerca di Blogmeter, “Italiani e Social Media“, giunta alla terza edizione, che ci offre uno spazzato su come gli utenti italiani usano questi strumenti di comunicazione. Lo scorso anno avevamo evidenziato un elemento che ci aveva molto colpito, ossia quello relativo al fatto che gli italiani fanno fatica a distinguere la pubblicità dai contenuti. L’elemento interessante invece dell’edizione di pursuit ’anno è che gli italiani amano che tales: più del 30 percento le guarda su Facebook e su Instagram. La ricerca tiene in considerazione I dati sulla questionnaire racconti da 1.510 interviste advertisement utenti italiani iscritti ad almeno un social media.
I canali preferenziali per informarsi prima di effettuare un acquisto risultano essere I motori di ricerca e I siti di vendita online mobile anche I siti di recensioni e I forum specializzati. I canali emergenti, come Facebook, Instagram e YouTube sono utilizzati soprattutto dagli utenti “hooked ”, cioè quelli che possiedono più di 7 profili social.

Italiani e Social Media, perchè li usano

Fatta la doverosa premessa, passiamo a vedere I risultati della ricerca.

italiani social media 2019

Nuova edizione della ricerca di Blogmeter, “Italiani e Social Media”, che ci offre uno spaccato su come gli italiani usano questi strumenti di comunicazione. Elemento molto interessante che emerge dalla survey è che più del 30 percent degli utenti guarda le tales su Facebook e su Instagram.

I social funzionali, tra cui TripAdvisor e Skype sono quelli che vengono utilizzati saltuariamente poiché soddisfano un bisogno specifico. I social più orientati giovani include TikTok, Snapchat e WeChat, pur avendo una buona penetrazione nella popolazione generale, non hanno ancora una connotazione fortemente di cittadinanza o funzionale. Sarà interessante valutare la loro evoluzione nel tempo.
Per il terzo anno consecutivo le abitudini di shopping online rimangono invariate, confermando una forte predisposizione degli italiani all of’acquisto di prodotti e servizi tramite e-commerce: il 90  infatti dichiara di aver comprato online il 50% di voler acquistare di più l’anno prossimo.

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Influencer Marketing, due italiani su tre comprano dai social

L’Osservatorio Influencer Marketing (OIM) di Ipsos e Flu ha diffuso un interessante report che fa il punto su un aspetto molto interessante, rilevando che il 62 percent delle persone intervistate ha acquistato ciò che ha visto consigliato sui social networking dagli influencer.

Nonostante gli ultimi aggiornamenti dei social permettano sempre più di finalizzare un acquisto in pochi istanti senza neanche uscire dal social networking, tra chi ha acquistato il 76% degli intervistati impiega un po’ di tempo per decidere di procedere all of’acquisto. L’utente preferisce prendersi alcuni momenti per cercare, su canali diversi, ulteriori informazioni per poi terminare l’acquisto sempre online ma su shop digitali come Amazon (45 percent ), dove si può trovare anche il prodotto più raro consigliato da influencer stranieri, o sul sito ufficiale del prodotto (25%) o direttamente presso un negozio fisico (16 percent ). Solo il 14% degli intervistati utilizza I link presenti nelle stories o nei article per comprare il prodotto o servizio sponsorizzato.
Come sappiamo, il rapporto tra gli utenti italiani e I societal media è molto stretto, gli ultimi dati di Agcom ci confermano questa stretta relazione con Facebook che resta ancora la piattaforma più gradita, nonostante tutto. Il rapporto dell’OIM ci dice che il 40 percent degli utenti social websites in Italia condivide abitualmente contenuti pubblicati da altri; il 38 percent commenta foto, video e post, fino all’azione più personale dello scrivere o pubblicare un proprio contenuto foto o video (36 percent ). Tra questi sono le donne (74 percent ) gli utenti più attivi e più predisposti a seguire I canali ufficiali dei new e dei personaggi celebri sui social.

Se da un lato gli utenti interagiscono con gli influencer attraverso brevi opinioni (35 percent ), dall’altro tendono a non rivolgersi agli stessi per procacciarsi informazioni exact e maggiori dettagli sui prodotti mostrati perché per questo, l’OIM di IPSOS e Flu, rileva come questi preferiscano rivolgersi altrove quando desiderano maggiori dettagli at vista magari di un eventuale acquisto o prenotazione.
Il report di OIM rileva che il 62 percent degli utenti segue, sui social networking, non tanto I profili ufficiali dei personaggi famosi per il solo fatto della loro notorietà, ma persone o personaggi che trattino tematiche specifiche di proprio interesse. Ranked 49% degli intervistati conferma, infatti, di considerare come veri influencer, persone meno conosciute al largo pubblico ma famose per la loro attività sui societal networking . Di questi ultimi seguono indistintamente sia contenuti personali in cui raccontano la loro quotidianità, sia contenuti di natura più commerciale in cui promuovono o consigliano specifici prodotti o servizi.
CI si è sempre chiesti quale sia l’effetto dell’attività degli influencer sugli acquisti da parte degli utenti. Ma sono davvero così bravi ad “influenzare”? Il 62% delle persone intervistate ha acquistato ciò che ha visto consigliato sui social networking degli influencer che segue.
Instagram, che conferma la sua crescita, non solo è il social network preferito dalla fascia più giovane di intervistati (66%), ma è il regno degli influencer e delle loro storie. Le Instagram Stories permettono di seguire le persone nei vari momenti della giornata, conoscendone così più aspetti della vita personale di quanto si possa fare attraverso un post. Sono, infatti, uno strumento effimero e più coinvolgente che permette ai privati un’interazione più immediata grazie alla possibilità di rispondere con rapidissime reazioni/emoticon e messaggi privati nonché prendendo parte a veloci sondaggi.
Ma se per gli utenti over 25 anni le tales e I post degli influencer soddisfano la curiosità, per I giovani tra I 16 e I 24 anni, gli influencer incarnano un punto di riferimento per le proprie passioni (32%); infine per il 23 percent degli utenti di questa fascia d’età gli influencer sono più di un punto di riferimento, costituiscono un vero e proprio modello da seguire, il 16 percent instaura con loro un vero e proprio rapporto di fiducia.
Il 68% degli utenti social websites in Italia ha tra I propri interessi quello di seguire influencer e celebrity, un dato che sale all’82 percent tra I più giovani (16-24 anni), per I quali gli influencer sono una vera e propria fonte d’ispirazione, non solo nei comportamenti ma anche per gli acquisti. Questo è il dato più importante rilevato dal report.

Ed è per questo che vogliamo presentarvi questo interessante report a cura dell’Osservatorio Influencer Marketing (OIM) di Ipsos, società chief nelle ricerche di mercato, e FLU, agenzia italiana parte di ALL Communication Group Holding, specializzata in influencer marketing, che fa il punto su un aspetto molto interessante, ossia il rapporto tra consumatore e social media. Partiamo da un punto che anche qui abbiamo sottolineato spesso e cioè che quando si parla di influencer non si intende, contain narrative, la o il personaggio famoso, no. Per influencer si intende una persona che, nel suo raggio di competenza e di interesse, è stato in grado di costruire attorno una community fidata che segue le sue indicazioni e I suoi interessi. Forse I dati del rapporto saranno più utili per chiarire questo aspetto.

Gli infuencer e gli acquisti sui social websites

Gli italiani e I societal websites

L’indagine è stata eseguita su un campione rappresentativo di 1.000 italiani, con un’età compresa tra I 16 e I 54 anni, che in questo caso si è focalizzata sull’osservazione dei comportamenti del consumatore e sull’effettivo impatto dell’influencer marketing sulle proprie scelte d’acquisto.

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CDU-naher Verein fordert eigene Youtube-Influencer für die Partei

Das von mittlerweile 14 Millionen Menschen angeschaute Video”Die Zerstörung der CDU” von Youtuber Rezo und das darauffolgende Video zahlreicher Youtuber, in dem aufgerufen wird, die CDU nicht zu wählen, hat für Wirbel in der Parteienlandschaft gesorgt. Insbesondere die CDU reagierte dünnhäutig bis allergisch auf die Angriffe — Parteichefin Annegret Kramp-Karrenbauer dachte etwa laut über eine …

Das CDU-kritische Video des Youtubers Rezo hat die Partei offenbar in Mark und Bein getroffen.

weiterlesen auf t3n.de

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Testing, Testing: Spotify Has a “Social Listening” Feature in the Works

According to program detective Jane Manchun Wong, Spotify is now analyzing a”Social Listening” feature that enables groups of friends to produce and share a near-synchronous listening experience. TechCrunch describes it:”[Social Listening] enables multiple people add songs into a queue that they could all listen to. You just all scan 1 buddy’s QR-style Spotify Social Listening code, and anyone can add songs to the real time playlist. Differing from their present collaborative playlists,”the user interface may show how many users are linked to this listening session, even their profile image, and a code that will allow users to add music.” The tool has clear utility for inherently intimate adventures; TechRadar notes the attribute has high potential for group actions such as parties or road trips. But it could also join buddies at a distance, that will also connect with a dedicated connection to the always-under-construction list.

Currently, just Spotify workers have access to this still-experimental capacity. And that then there are still a few kinks to work outthere. As an instance, the application will struggle to be completely synchronous if a playlist is shared between compensated Spotify users and ones who rely on advertising support due to their encounters – what occurs to paid readers while other users get ads?

But even if the experience never accomplishes that entirely rickety pinnacle, it could grow the business’s bottom line; since TechCrunch points out,”the intimate experience of co-listening might lead to more sessions with Spotify, fostering ad bids or subscription retention” And from a more altruistic perspective, the rededication of all Spotify to making music a tropical experience is promising, encouraging . One of the best memories many people have of music involve sharing it with friends–if this attribute makes it to advertise, this process could get much easier.
The post Testing, Testing: Spotify Has a “Social Listening” Feature at the Works appeared first on Social Media Week.
When Spotify shuttered its in-app messaging capabilities a few decades back, instead pushing song and album sharing to third-party websites, the flowing giant appeared to be making an announcement on its societal capacity. But a recently unearthed feature proves that they’re reintroducing communal approaches to music sharing.
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WATCH THE SMWLA 2019 PROMO

At 100 million paying subscribers and millions more listening with ad support, Spotify is your pure music website to test out this feature. Prior tries to facilitate synchronous listening, most especially with Turntable.fm but additionally through a long-forgotten Facebook feature”Listen With”, have since shuttered, leaving Spotify since the sole site to provide you this capability…if it be published.

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Avoid Shooting Yourself in the Foot with a Social Media Risk Assessment

  
Shoot first, ask questions later. Excellent thought for Wyatt Earp. Awful idea for your organization enterprise. Far too often firms chose not to conduct a social networking hazard assessment so as to save a couple bucks in the financial institution and rather opt to wait until something awful happens and then react to it. That is foolish. Notably […]

Ethan Wall leads a monthly column on the Law and Social Networking. Ethan is a sociable media law attorney, author, professor, advisor, and keynote speaker in Social Media Law and Order where he pursues his passion for consulting, teaching, and training customers on every area of social media and the law. He also practices social media, Internet, and intellectual property law in Miami. He wrote three novels such as Fire Facebook: A Primer on Protected Social Media Activity at Work and Best Practice Guide for Managing Employee Social Media Use, and the Social Media Guide for Lawyers. High profile news organizations, including CNN, NPR, and Thomson Reuters have turned to Ethan for commentaries on social networking legal problems.


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Ethan Wall


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